
Il progetto di arteterapia si è attivato su richiesta del Dirigente Scolastico Alfonso D’Ambrosio, che si è dimostrato da subito molto sensibile e aperto a nuove discipline come questa.
La scuola è un luogo di crescita fondamentale per ogni bambino. Un luogo dove, oltre ad apprendere, impara a stare con gli altri, a rispettare le regole di gruppo, la coesione, la condivisione e tanto
altro. È anche vero che la scuola non può, per questioni logistiche, seguire il ritmo di ciascuno studente, adattando il programma in base alle necessità di ognuno.
Offrire uno spazio nel quale i bambini/ragazzi abbiano la possibilità di lavorare secondo il proprio modo e ritmo, può aiutarli a far emergere maggiormente le loro potenzialità, valorizzandone i punti di forza,
consolidando l’autostima e la fiducia in loro stessi, influendo positivamente anche sul rendimento e sugli esiti scolastici di ciascuno.
Mi sono avvalsa dell’uso del kamishibai, dal giapponese “teatro di carta”, uno strumento molto efficace per attirare l’attenzione dei bambini di questa età poiché è una tecnica di narrazione che
coinvolge sia la vista che l’udito, grazie alle immagini e alle parole.
È una forma di comunicazione a doppio senso che unisce teatro e lettura.
Prima di iniziare gli incontri, ho proposto ai bambini di realizzare la loro “collana magica”, un oggetto speciale che trasporterà ogni partecipante nel mondo della fantasia e che ognuno indosserà prima dell’inizio di ogni incontro. Il rito, in qualche modo, funge da “ponte” tra il prima e il dopo.
Questo aiuta a cambiare atteggiamento mentale e a concentrarsi meglio. Ripetere un rito comune rafforza il senso di appartenenza e la coesione del gruppo. Nel corso degli incontri, i bambini hanno avuto la possibilità di sperimentare diversi materiali artistici che hanno permesso loro di
provare emozioni differenti.

A conclusione del percorso, i bambini hanno avuto la possibilità di diventare protagonisti della loro storia, utilizzando il kamishibai per presentare il proprio lavoro, esponendosi a un giudizio da parte dei
propri compagni che hanno accolto senza timore e con divertimento.
Per un bambino di quest’età, presentare il proprio lavoro significa presentare sé stesso. Aiuta a consolidare la propria identità, a sentirsi unico e riconosciuto.
Ricevere attenzione e feedback positivi, contribuisce allo sviluppo di una sana autostima, rafforzando la fiducia nelle proprie capacità.
Ho trovato questa esperienza estremamente stimolante e arricchente, grazie anche al bellissimo team di maestre che ho avuto il piacere d’incontrare, che mi ha supportato e seguito con grande partecipazione e coinvolgimento!